Diventa fiume è il percorso visivo ed emotivo che ho compiuto lungo le rive del fiume Arno, alla ricerca delle forme significanti che resistono alla desertificazione e alle offese perpetuate dalla mano dell’uomo; una riflessione sul fiume come organismo vivente e come metafora della condizione umana, del suo esistere, soffrire, fluire ed eterno cercare.
Il progetto nasce da un intenso lavoro di scavo e di conoscenza del territorio toscano attraversato dal fiume e dall’utilizzo della fotografia come atto di indagine e misurazione, strumento di sottrazione ed eliminazione di tutto ciò che non risulta essenziale, inerte allo sguardo, di tutto ciò che nelle immagini non “brucia”.
Diventa fiume è riflessione sui metodi di rappresentazione del visibile, sulla domanda di realtà e verità, sulla perdita dell’allusione e dell’illusione nell’epoca dell’ipertecnologia e dell’ipervisibilità.
Non solo strumento di descrizione del mondo ma sempre più “avventura del pensiero e dello sguardo”, la fotografia può (e deve) essere usata come straordinario dispositivo antropologico di cui riappropriarsi per esplorare la propria realtà psichica, per alludere al mistero presente nella realtà delle cose e dentro di noi, per produrre – come scrive Jean Baudrillard – un’“intensità”, il desiderio e la nostalgia per qualcosa di più primitivo, qualcosa di più radicale dell’estetica stessa.

Daniela Tartaglia